Se la Cina prende il posto degli Stati Uniti

Da parecchi anni già si parla tanto dell’avvicinamento della Cina verso gli stati del mondo, compresi quelli dell’Unione Europea, compresa naturalmente l’Italia. L’incredibile crescita economica degli ultimi anni, l’ha fatta diventare in fretta un Paese di rilevanza assolutamente globale per il commercio, sia come affamata importatrice per sfamare una popolazione in continua crescita e sempre più occidentalizzante, sia come esportatrice, non più solo della famosa plastica “made in China” ma ora anche delle migliori tecnologie. No, la Cina non è più produttrice unicamente di oggettistica a basso costo e a bassa qualità: la situazione è cambiata.

L’avvicinamento della Cina agli altri stati in questo ultimo anno è stato praticamente visibile anche a chi non legge i giornali, perché notizie su notizie al riguardo si materializzano molto velocemente. La situazione Covid-19 è l’ultimo grande esempio, forse quello che più di tutti ha colpito l’opinione pubblica; in piena pandemia la Cina ha fornito numerosi aiuti agli altri Paesi sotto forma di aiuti finanziari, medicinali, mascherine e medici. Forse però la notizia ancora più interessante è che la Cina ha subito preso parte all’organizzazione Covax, l’organizzazione internazionale per una distribuzione equa, giusta e veloce del vaccino. Non è finita qui: molte Nazioni hanno sì partecipato a Covax, ma allo stesso tempo hanno ordinato vaccini dalle varie case farmaceutiche, come l’Italia o gli Stati Uniti, che hanno ordinato un numero spropositato di vaccini. La Cina no. E credo che gli Stati del mondo saranno molto più gentili e riconoscenti in futuro con un Paese che abbia lottato per una distribuzione giusta del vaccino, rispetto a quegli stati che invece si sbranano per averne un numero di gran lunga superiore alla propria popolazione. L’America si allontana, la Cina si avvicina, e le conseguenze si vedranno.

Altro esempio di quest’anno è la recente affermazione alle Nazioni Unite di Xi, leader cinese, di azzerare le emissioni cinesi entro il 2060. È evidentemente un progetto troppo distante e sarebbe troppo tardi, è evidente che si tratta solo di un’affermazione, eppure ha fatto colpo. Sicuramente ha fatto un’impressione migliore rispetto agli USA, ancora fuori dagli Accordi di Parigi sul clima, anche perché l’affermazione era assolutamente imprevedibile. Anche se Xi ha già commentato che il picco di emissioni deve ancora arrivare, ha avuto un gigantesco successo mediatico.

La Cina però non si è fermata qui: ora vuole portare nel 2024 il primo cinese sulla luna. Anche questo, proprio mentre il programma spaziale americano si sta ancora riprendendo da un coma devastante. Anche in questo caso sembra che la direzione sia quella di un avvicinamento della Cina a quegli ambiti che sono sempre stati un’eccellenza americana.

La Cina vuole dunque travestirsi da buona madre degli altri Paesi, non solo con accordi commerciali sempre migliori e sempre più allargati a tutto il mondo, ma anche come partner in momenti complicati e anche in qualcosa di puramente scientifico come il programma spaziale. In tutto questo invece negli ultimi quattro anni gli Stati Uniti si sono barricati nei propri confini culturali, economici e sociali, e perfino in campo militare, lasciando lo spazio ad altri stati emergenti e anzi ormai emersi e ben saldi. Un cambio di rotta epocale che però deve farci riflettere.

La Cina è quello stesso Paese che, per Diritti Umani, è famosa per la sua brutalità e avversione alla giustizia. È quello stesso Paese che non ammette di lasciare la presa salda con cui mantiene Hong Kong. È quello stesso Paese che rilascia pochissime informazioni sulla situazione interna. È quello stesso Paese che oscura siti, giornali, canali, radio. Credere che si possa fare un buon affare tralasciando gli Stati Uniti e abbracciandosi alla Cina è un grave errore, specie ora che Trump è finalmente stato allontanato dalla più alta carica statunitense. Naturalmente non ci si deve mettere completamente ai servizi di alcuno Stato, ma tra Cina e USA è preferibile scegliere USA come Stato amico e vicino. Dimenticare le nefandezze di certi Paesi è ingiusto e criminale, e forse anzi bisognerebbe comprendere quanto di ciò che la Cina sta facendo non è dettato solo e unicamente dalla voglia di farci dimenticare e tralasciare le ingiustizie da lei perpetuate negli scorsi tempi, in quelli presenti e futuri.

 

Articolo di: Pietro Losio