La longevità e il mistero racchiuso nei telomeri

I telomeri sono parti terminali dei cromosomi e sono costituiti da sequenze ridondanti di nucleotidi. La loro funzione principale è quella di preservare i geni dall’ “erosione” che si verifica durante ogni ciclo di riproduzione cellulare. L’enzima telomerasi, scoperto negli anni ‘80 da tre scienziati americani, compensa questo progressivo accorciamento aggiungendo nuove sequenze ripetute. Questo enzima, però, è presente solo nelle cellule germinali (spermatozoi e cellule uovo) e nelle cellule tumorali, mentre non è attivo in quelle somatiche che costituiscono la maggior parte dell’organismo.

In passato si credeva che la lunghezza dei telomeri fosse correlata alla longevità ma, finora, non era stata stabilita la validità universale di questa ipotesi. Elisabeth Blackburn, Jack W. Szostak e Carol Greider ricevettero il Premio Nobel per la medicina grazie alle loro ricerche sulla struttura dei telomeri, che ben presto vennero considerati come una sorta di orologio biologico. I loro studi, infatti, aprirono nuove strade a nuovi orizzonti di ricerca, come nel caso del gruppo di ricercatori del CNIO. Il Centro Nazionale di Ricerca Oncologica spagnolo, coordinato da Maria Blasco, lavorando sulle cellule iPS (Induced pluripotent stem cells), notò che dopo un certo numero di divisioni, queste acquisivano dei telomeri lunghi il doppio del normale, infatti l’enzima telomerasi aveva indotto il recupero delle sequenze telomeriche ripetute, come succede anche nelle cellule embrionali e quelle tumorali. Scoprirono, quindi, che se si aggiunge il gene della telomerasi alle cellule adulte, l’espressione di tale enzima può prolungare la loro vita biologica. Se si riuscisse, infatti, a introdurre questo gene in tutte le cellule, l’organismo avrebbe tessuti sempre più giovani della sua età anagrafica.

I “super topi”

Il gruppo diede vita, così, a dei “super topi” nati in laboratorio e con telomeri molto più lunghi della media della loro specie. In un nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, i ricercatori hanno scoperto che i topi con i telomeri più lunghi vivevano più a lungo e con un livello di salute migliore, liberi da malattie quali cancro e obesità. I topi, infatti, presentano un allungamento della vita del 13% in più e non accumulano grassi grazie al loro metabolismo veloce. Per arrivare a questi fenomenali risultati, nel 2009 il gruppo di ricerca fece una scoperta quasi casuale tentando un nuovo approccio per la modifica del DNA: lavorando con cellule staminali indotte scoprirono che queste, quando pluripotenti, riescono a raddoppiare naturalmente la lunghezza dei telomeri. Scoprirono, inoltre, che lo stesso accade nelle cellule embrionali e, così riuscirono a generare i “super topi”. Le ricerche durarono ben dieci anni, ma questo loro lungo lavoro permetterà di incrementare maggiormente l’aspettativa di vita delle persone in futuro riuscendo a creare, un giorno (e questa è quasi un’utopia), un elisir di lunga vita.

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Articolo di: Giulia De Biasi