HABITAT – L’acqua, un bene e un diritto

Oggi, 22 marzo, è la Giornata mondiale dell’acqua (World Water Day). Si tratta di una ricorrenza proposta dalle Nazioni Unite nel 1992 al fine di sensibilizzare le persone circa il risparmio dell’acqua e di ricordare a tutti che questo bene primario non è infinito. Secondo gli studi del World Resources Institute, il quale si focalizza su tematiche quali cibo, acqua, foreste, energia, clima e città, stiamo tutt’oggi vivendo in un periodo di grande siccità e si stima che nel 2040 il rapporto tra l’uso dell’acqua e l’approvvigionamento idrico (in Italia) sarà talmente al limite da non poter garantire acqua per il futuro.

 

E’ perciò essenziale risparmiare più acqua possibile, ma come? Quali sono i migliori esempi da seguire fedelmente?

1) preferire la doccia alla vasca da bagno, infatti quest’ultimo consuma acqua circa quattro volte in più rispetto alla primario.

2) utilizzare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico.

3) lavare frutta, verdura e piatti in bacinelle. L’acqua corrente è meglio usarla solo per il risciacquo finale; in questo modo si risparmieranno ben 6.000 litri all’anno.

4) l’acqua usata per lavare frutta e verdura si può riutilizzare, ad esempio per innaffiare le piante.

5) riprendendo l’ultimo punto è buona regola innaffiare dopo il tramonto, l’acqua infatti evapora più lentamente.

6) il consiglio più conosciuto, ma non meno importante, è senz’altro quello di chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti o ci si rade. In questo modo si preserveranno circa 2.500 litri d’acqua all’anno.

7) installare lo sciacquone intelligente, il quale consentirà di risparmiare circa 100 litri al giorno.

8) riparare tutte le perdite in casa, sembra un’azione banale ma il risparmio d’acqua è enorme: circa 21.000 litri ogni anno per ogni rubinetto.

L’acqua è talmente importante che risulta essere un diritto alla vita nella Dichiarazione universale dei diritti umani, la quale enuncia che “gli Stati dovrebbero assicurare che l’acqua finalizzata all’uso personale sia di buona qualità, accessibile a tutti economicamente e che chiunque la possa prendere a una distanza ragionevole dalla propria abitazione”. Purtroppo però sono ancora 2,2 miliardi le persone che vivono private dell’accesso all’acqua, cosa che non permette loro neanche semplici gesti di igiene personale.

Articolo di: Silvia Mangialajo Rantzer