Double Indemnity (1944) – Recensione

Trama

Adattamento del regista Billy Wilder e di Raymond Chandler di un romanzo di J.M. Caine, Double Indemnity, o in italiano La fiamma
del peccato, racconta di una donna disperata e sottomessa al marito violento e alcolizzato, di un assassinio e di un tradimento
improvviso.
Il protagonista, Walter Neff (Fred MacMurray), si presenta come assicuratore presso una compagnia assicurativa di Los Angeles ed
entra in scena trascinandosi verso il suo ufficio a notte fonda, ferito. Tempo prima era stato chiamato presso la villa dei Drietrichson
per il rinnovo dell’assicurazione d’auto e qui si era imbattuto nel fascino della signora Phyllis Drietrichson (Barbara Stanwyck), l’inizio
di tutti i suoi futuri problemi.

Caratteristiche

E’ considerato uno dei primi film noir della Storia del Cinema e anche l’archetipo del genere appena citato. Ma quali sono gli aspetti
caratteristici del Noir? Come si intuisce dal nome, il cui significato è cupo, l’ambientazione è tetra e inquietante, in modo da donare al
film una sfumatura di thriller e poliziesco.
Solitamente, però, il protagonista non è un poliziotto o un investigatore, ma o un sospettato o l’ omicida. Inoltre si può definire come
personaggio dai tratti seri, particolarmente intelligente, attento ai particolari e parecchio dedito al lavoro. Ha un solo punto debole:
l’improvvisa passione verso una dark lady, la quale rappresenta la donna seduttrice e manipolatrice, sensuale e di solito anche
pericolosa. Tuttavia capita che la sua immagine sia distorta dalla mente dell’uomo.
La regia è di Billy Wilder, regista dalle fenomenali abilità ed eclettico. Infatti non è specializzato in un unico genere, ma sa trattare alla
perfezione di drammi, di commedie, di noir e anche di film di protesta.
Per il suo film Billy sceglie uno dei migliori direttori della fotografia di quell’epoca, John F. Seitz. Il critico Roger Ebert giudicò la sua
fotografia come “contributo allo sviluppo dello stile noir di ombre e inquadrature taglienti, angolazioni insolite e ambientazioni solitarie”.
Seitz collaborò ancora con Wilder nel 1950 per un capolavoro, Viale del tramonto.
Le musiche sono del compositore ungherese Miklos Rozsa, il quale aveva già lavorato con Wilder per I cinque segreti del deserto.

Nomination all’Oscar

Il regista Billy Wilder

1) Regia, Billy Wilder
2) Sceneggiatura, Billy Wilder e Raymond Chandler
3) Miglior attrice, Barbara Stanwyck
4) Fotografia, John F. Seitz
5) Colonna sonora, Miklos Rozsa
6) Miglior suono, Loren L. Ryder
7) Miglior film, Paramount Pctures (Joseph Sistrom)

 

Articolo di: Silvia Mangialajo Rantzer